Normativa AI e annunci immobiliari
Usare un render generato in un annuncio è perfettamente legale. Farlo senza dirlo, no. La differenza fra le due cose è una riga di testo sotto la foto, e le conseguenze di saltarla ricadono su chi pubblica l'annuncio.
Da dove viene l'obbligo
Chi diffonde immagini generate o modificate in modo sostanziale da un sistema di intelligenza artificiale deve rendere noto che il contenuto è artificiale. Gli obblighi di trasparenza si applicano dal 2 agosto 2026.
Un'immagine che induce il consumatore a credere che l'immobile sia diverso da com'è configura una pratica commerciale ingannevole, per azione o per omissione. Vale da molto prima dell'AI Act e non riguarda solo i render.
I principali portali italiani chiedono che le foto rappresentino l'immobile reale e che le immagini elaborate siano segnalate. Le formulazioni cambiano nel tempo e da portale a portale: le condizioni pubblicate fanno fede.
Che cosa scrivere
Serve una frase leggibile, vicino all'immagine, che dica due cose: che l'immagine è generata e che cosa non corrisponde allo stato attuale. Tre formule che funzionano:
- «Immagine elaborata digitalmente: arredo virtuale, non presente nell'immobile.»
- «Render generato con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Layout e dimensioni corrispondono allo stato attuale.»
- «Simulazione di progetto. L'immobile è attualmente da ristrutturare.»
Evita le formule vaghe tipo «immagine puramente indicativa»: non dicono che l'arredo non esiste, e sono quelle che in una contestazione non reggono.
I quattro errori che vediamo più spesso
Dichiararlo solo nella descrizione lunga
La didascalia va sulla foto, o comunque dove la foto si guarda. Una riga a fondo pagina, dopo le spese condominiali, non l'ha letta nessuno.
Modificare la geometria
Allargare una stanza, aggiungere una finestra, cancellare il palazzo di fronte. Qui non serve nemmeno l'AI Act: è pubblicità ingannevole e basta.
Usare il render come foto di copertina senza segnalarlo
È la prima immagine che il compratore vede e quella che ricorda. Se scopre in visita che l'arredo non c'è, l'appuntamento è già bruciato.
Cancellare i metadati
Un ridimensionamento fatto male può eliminare le informazioni di trasparenza incorporate nel file. Esporta dall'app e carica quel file.
Cosa fa RenderRabbit al posto tuo
Ogni immagine esportata porta con sé i metadati di trasparenza (XMP e IPTC) che dichiarano l'origine generativa e restano leggibili dai sistemi automatici anche quando la didascalia si perde per strada. Sull'export per i portali puoi aggiungere il badge visibile con la dicitura in italiano.
Il resto tocca a te: la frase nell'annuncio la scrive chi pubblica, perché è chi pubblica a risponderne.
Provalo su una foto tua
Le prime 10 immagini sono gratuite, basta un'email.